Implementazione precisa del tasso di assorbimento acustico in superfici verticali strutturate di edifici storici italiani: metodologia e pratica avanzata

Le superfici verticali in edifici storici rappresentano elementi critici nel controllo della riverberazione e della qualità acustica interna, ma la loro modifica richiede un approccio tecnico rigoroso e non invasivo. La regolazione del tasso di assorbimento acustico (α) su pareti divisorie, soffitti a vista e facciate storiche non può prescindere da una comprensione profonda della dinamica delle onde sonore, della microstruttura dei materiali fonoassorbenti e del rispetto delle normative italiane, tra cui il D.Lgs. 282/1992 e UNI EN 12354. A differenza di interventi standard, in contesti con vincoli architettonici, è fondamentale adottare soluzioni strutturate a strati, modulari e reversibili, che non alterino l’integrità materiale e visiva del bene.

1. Comportamento ondulatorio e assorbimento selettivo nelle superfici verticali

«In spazi chiusi, la geometria delle pareti verticali determina riflessioni dirette, mode di risonanza e attenuazione selettiva in base a angoli di incidenza e frequenze dominanti. La discontinuità con aperture o discontinuità strutturali amplifica le riflessioni multiple, influenzando il coefficiente α in bande critiche (125 Hz – 4 kHz)》

Le superfici verticali non agiscono come piani assorbenti perfetti: la presenza di pareti divisorie con giunti, legni storici degradati o intonaci sottili genera riflessioni complesse e bande di risonanza localizzate. La misura FFT in campo acustico rivela che frequentemente α si aggira tra 0.10 e 0.55 in bande medie, con valori più alti sopra 2 kHz dove l’assorbimento naturale del materiale tradizionale (calce, sabbia, legno) è più efficace. È essenziale evitare generalizzazioni: un intervento “generico” su una parete storica può peggiorare la qualità acustica o compromettere l’estetica.

2. Misurazione precisa del coefficiente α e mappatura acustica
Per definire con accuratezza il tasso di assorbimento, si utilizza la tecnica dell’impulso sonoro (Impulse Response) abbinata all’analisi FFT in diverse posizioni stratificate. Il procedimento prevede:
– Posizionamento di un altoparlante a impulsi brevi in punti strategici (spalle, zone centrali, angoli)
– Acquisizione del segnale riflesso con microfoni calibrati (es. Rode NT1-A, classe 1)
– Elaborazione dei dati tramite software specializzati (es. Room EQ Wizard, Dirac Live) per estrarre il coefficiente α reale in ogni banda critica
– Mappatura spaziale del coefficiente α su superfici verticali, evidenziando zone con deficit o sovra-assorbimento, soprattutto vicino a giunti, aperture o zone con degrado intonale.

Il valore α reale non è unico: in una parete divisoria storica si osservano variazioni da α=0.18 in zone integrate con intonaco sfrangiato a α=0.42 in zone con materiale fonoassorbente strutturato integrato.

Fase Descrizione Metodo/Strumento Output critico
Misura dinamica in campo Frequenze 125–4000 Hz, 3 posizioni per parete Impulso sonoro + microfono calibrato α reale per banda critica, mappe di dispersione
Analisi FFT e confronto con modelli teorici Software di analisi acustica (REW, Dirac Live) Spettro di frequenza, risonanze locali Identificazione di bande di risonanza > 0.3 in 500–1000 Hz
Verifica post-intervento Misura α dinamica, controllo visivo giunti e adesione Setup impulso + test FFT Riduzione α medio del 20–35% in banda 1–4 kHz

3. Caratterizzazione microstrutturale del fonoassorbente strutturato
I materiali fonoassorbenti per superfici verticali storiche si basano su microarchitetture controllate, con pori interconnessi e celle aperte in matrici naturali: calce idrata, fibra di canapa trattata, sughero espanso o fibre vegetali trattate con resine naturali. Questi materiali dissipano energia sonora tramite attrito viscoso nei pori, con coefficiente di perdita tangenziale (η) misurabile tra 0.12 e 0.35, direttamente correlato al tasso di assorbimento α.
Il spessore ottimale varia tra 15 e 30 cm: valori inferiori a 15 cm tendono a ridurre la dissipazione in frequenze medie, mentre oltre 30 cm aumenta il peso strutturale senza guadagno significativo in α. La densità apparente deve oscillare tra 200–600 kg/m³ per garantire efficienza senza compromettere la leggerezza.

Parametro Valore ottimale Unità Fonte/note
Spessore 22–28 cm cm Massimo aumento α in banda 500–2000 Hz
Densità apparente 380–520 kg/m³ kg/m³ Influenza stabilità meccanica e dissipazione
Coefficiente di perdita tangenziale (η) 0.22–0.35 aderente a materiali microstrutturati naturali Misurabile con prueba di attrito viscoso in laboratorio

4. Diagnosi e mappatura acustica preliminare in contesti storici
La fase diagnostica inizia con la misura Impulse Response in punti strategici (ingressi, zone centrali, bordi), integrando dati geomorfologici (es. altezza soffitti, presenza di nicchie, posizione finestre) per modellare la propagazione del suono. L’analisi rileva bande di risonanza localizzate, spesso accentuate da giunti strutturali o aperture giacciono come discontinuità acustiche con coefficienti α ridotti del 30–50%.
Una mappatura spaziale delle riflessioni consente di identificare le superfici verticali prioritarie: le pareti divisorie con degrado intonale e le facciate esterne con deperimento del rivestimento tradizionale risultano le zone più critiche, con α reale spesso inferiore al 0.40 in bande medie.

Elemento analizzato Metodo Output critico
Localizzazione risonanze Impulse Response + FFT su 3–5 punti Software acustico + analisi visiva Identificazione di zone con α < 0.40 in 500–2000 Hz
Mappatura riflessi multipli Tracciamento traiettorie sonore + analisi FFT Simulazione acustica 3D (Odeon, CATT-Acoustic) Zone con riverberazione prolungata (>1.8 sec) evidenziate
Condizione superfici critiche Analisi visiva + misura α locale

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